In alcune occasioni si può generalizzare su un popolo o una regione, ma di solito esageriamo. Nell’esagerazione nasce l’errore. Quante volte troviamo uno straniero che chiamiamo Stefano, quando in realtà si chiama Stephen? O diamo del “Marrocchino” a qualunque africano dalla pelle olivastra?
Un conto era cambiare il nome di personaggi storici – negli Stati Uniti Colombo è Columbus e Nerone, Nero – in un periodo dove le comunicazioni erano assai scarse, ma adeguare i nomi degli stranieri perché ci fa comodo, suona più come ignoranza o menefreghismo. A chi piace sentire il proprio nome pronunciato in maniera sbagliata? Sì, è vero che ci sono i sopranomi, i nomignoli e il modo in cui la persona preferisce essere chiamata, comunque questo trattamento differenziato non è una discriminazione solo quando è accettato da chi lo subisce.
Quindi, quando conosco uno straniero, cerco sempre di chiedere la sua provenienza e evito di dire “africano” o “dell’est Europa” per imprecisione. Alcune gaffe che commettiamo tutti i giorni senza nemmeno accorgerci:
- Carioca – si dice solo ai brasiliani nati nella città del Rio de Janeiro, capitale dello stato omonimo (sarebbe come dare del “napoletano” a tutti gli italiani);
- Famiglia reale inglese: Regina Elisabetta – tranne in Italia, in tutto il mondo la regina viene chiamata col suo vero nome: Regina Elizabeth (Elizabeth Alexandra Mary); Principe Filippo – Principe Philip Mountbatten (nato in Grecia come Philippos Schleswig-Holstein Soenderburg-Principe di Grecia e Danimarca); Principe Carlo – Principe Charles Philip Arthur George Mountbatten-Windsor; Lady D – Lady Di (la pronuncia è dài) Diana Frances Spencer (la pronuncia è dàian). E non è vero che la Regina trovi divertenti essere chiamata Elisabetta;
- In italiano la pronuncia è Omar, ma se la persona è uno straniero proveniente da paesi di lingua araba la pronuncia diventa Omàr.
E tu? Di dove sei e come ti chiami?