mercoledì 24 febbraio 2010

Due Lupi

Una notte, un vecchio indiano Cherokee parlò a suo nipote della battaglia che si svolge dentro ogni persona.

Disse: «Caro nipote, dentro ognuno di noi c’è una battaglia tra due lupi. Un lupo è cattivo: è rabbia, invidia, gelosia, tristezza, pentimento, avarizia, arroganza, auto-compatimento, colpa, risentimento, inferiorità, bugie, falsità, orgoglio, superiorità e pura razionalità. L’altro è buono: è allegria, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, bontà, benevolenza, empatia, generosità, verità, compassione e fede.».

Il nipote riflettè su quelle parole per alcuni minuti e chiese al nonno: «Quale lupo vince?».

Il vecchio Cherokee rispose semplicemente: «Quello che nutri.».

venerdì 19 febbraio 2010

Campionato elettorale

Bandiere rosse, cravatte verdi e altri indumenti come magliette; dichiarazioni ai media che annunciano l’unico obiettivo di vittoria; lo scambio tra gruppi facendo diventare nemico chi prima era parte della stessa squadra. Sta per cominciare un’altra stagione. Mi stupisce che finora nessun partito politico abbia acquistato qualche sudamericano.

Alé, o, o...

martedì 16 febbraio 2010

Non tutti i brasiliani sono carioca

In alcune occasioni si può generalizzare su un popolo o una regione, ma di solito esageriamo. Nell’esagerazione nasce l’errore. Quante volte troviamo uno straniero che chiamiamo Stefano, quando in realtà si chiama Stephen? O diamo del “Marrocchino” a qualunque africano dalla pelle olivastra?

Un conto era cambiare il nome di personaggi storici – negli Stati Uniti Colombo è Columbus e Nerone, Nero – in un periodo dove le comunicazioni erano assai scarse, ma adeguare i nomi degli stranieri perché ci fa comodo, suona più come ignoranza o menefreghismo. A chi piace sentire il proprio nome pronunciato in maniera sbagliata? Sì, è vero che ci sono i sopranomi, i nomignoli e il modo in cui la persona preferisce essere chiamata, comunque questo trattamento differenziato non è una discriminazione solo quando è accettato da chi lo subisce.

Quindi, quando conosco uno straniero, cerco sempre di chiedere la sua provenienza e evito di dire “africano” o “dell’est Europa” per imprecisione. Alcune gaffe che commettiamo tutti i giorni senza nemmeno accorgerci:

- Carioca – si dice solo ai brasiliani nati nella città del Rio de Janeiro, capitale dello stato omonimo (sarebbe come dare del “napoletano” a tutti gli italiani);

- Famiglia reale inglese: Regina Elisabetta – tranne in Italia, in tutto il mondo la regina viene chiamata col suo vero nome: Regina Elizabeth (Elizabeth Alexandra Mary); Principe Filippo – Principe Philip Mountbatten (nato in Grecia come Philippos Schleswig-Holstein Soenderburg-Principe di Grecia e Danimarca); Principe Carlo – Principe Charles Philip Arthur George Mountbatten-Windsor; Lady D – Lady Di (la pronuncia è dài) Diana Frances Spencer (la pronuncia è dàian). E non è vero che la Regina trovi divertenti essere chiamata Elisabetta;

- In italiano la pronuncia è Omar, ma se la persona è uno straniero proveniente da paesi di lingua araba la pronuncia diventa Omàr.

E tu? Di dove sei e come ti chiami?

venerdì 12 febbraio 2010

Incentivo sì, incentivo no

Gli ecoincentivi hanno un senso se servono a cambiare il parco macchine, rottamando quelle più vecchie e inquinanti. L’anno scorso il Governo usò gli ecoincenrivi come misura anti crisi. Risultato: il consumatore cambiò la sua vecchia auto con un’altra, importata nella maggior parte dei casi, esportando così l’eventuale beneficio dei soldi spesi. Siccome il Governo non è un ente a sé, cioè il Governo rappresenta l’insieme degli abitanti del paese e non ha un reddito, il nostro denaro è stato usato per aiutare la crisi altrove.

Più intelligente – secondo me – sarebbe trovare un modo per alleggerire i costi dell’industria in modo che la differenza arrivi ai consumatori sia con la detassazione, sia con la sospensione temporanea degli incarichi lavorativi: in qualche modo si deve cercare di ridurre i costi dell’industria, provocando un effetto domino che sotenga i posti di lavoro e l’industria stessa. Lo stesso vale per le aziende dei servizi. Avete visto quanti call center hanno chiuso i battenti in Italia per trasferirsi all’estero?

Spero che il Governo capisca la strada giusta da percorrere, anche perché, se cala l’occupazione, cala anche la somma di denaro utile per poter far fronte alla crisi.

martedì 9 febbraio 2010

40 ºC

Apenna finisce l'influenza, torno.

domenica 24 gennaio 2010

Cassa Integrazione

Avrei una domanda che mi assilla da alcuni mesi: Cosa accadrà con la marea di lavoratori oggi in cassa integrazione quando questa finirà?

venerdì 22 gennaio 2010

Cari quotidiani

Da qualche giorno il quotidiano “Il Corriere Della Sera” costa € 1,20. Non è il primo giornale ad aumentare e – ahimè! – non sarà nemmeno l’ultimo.

Il fatto curioso quando il prezzo del quotidiano sale è che non c’è preavviso, nessuno lo divulga né ci sono testate scandalizzate, nonostante il nuovo prezzo sia lì, in prima pagina. Si va dall’edicolante e lui alza le spalle: “è aumentato.”

Mi stupisce l’entità dell’aumento. Da € 1,00 a € 1,20 è il 20 %. Alla faccia dalla crisi! Considerando l’edizione del Corriere del giorno 15.01.2010 la cui tiratura è stata di 653.691 copie, con una stima del tutto aleatoria di circa 75% copie vendute, avremmo 490.268 copie x 0,20, con l’ammontare di € 98.053,60 in un unico giorno.

Prima o poi tutti i quotidiani alzeranno il loro prezzo, mentre attenderò che il Kindle sia aggiornato il prima possibile e mi permetta di leggere le notizie direttamente da internet, mentre bevo tranquillamente il mio caffè al bar. Caffè incluso, non spenderò più di € 1,10.